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Alcol o droga durante il lavoro: cosa può fare il datore di lavoro?

Una domanda che sempre più spesso ci viene posta dalle aziende è questa: come comportarsi di fronte al sospetto che un dipendente stia lavorando sotto effetto di alcol o sostanze stupefacenti?


Fino a poco tempo fa, la gestione di queste situazioni presentava diverse incertezze operative. Oggi, però, arriva un chiarimento importante.

Con il recente Dl 159/2025, che modifica l’art. 41 del D.Lgs. 81/2008 in materia di sorveglianza sanitaria, viene introdotta una novità significativa:

È possibile richiedere con immediatezza una visita medica anche durante il turno di lavoro, in presenza di un ragionevole sospetto di alterazione.

La nuova lettera e-quater) del comma 2 lo prevede espressamente: il medico competente può intervenire prima o durante l’attività lavorativa per verificare che il lavoratore non sia sotto l’effetto di alcol o sostanze psicotrope.

 

Quando si applica?

Questa possibilità riguarda le mansioni a elevato rischio infortuni, individuate dalla normativa vigente (L. 125/2001 e DPR 309/1990).

Tra queste rientrano, ad esempio:

  • attività soggette a certificazioni o abilitazioni specifiche
  • trasporti (terrestri e marittimi)
  • professioni sanitarie con attività invasive o critiche
  • ruoli con obbligo di porto d’armi
  • lavoratori nei settori edilizia e costruzioni

Cosa significa per il datore di lavoro?

In questi contesti, il datore di lavoro non solo può, ma deve intervenire in presenza di un sospetto fondato.

⚠️ L’inerzia, infatti, può esporre:

  • l’azienda
  • i colleghi
  • e lo stesso lavoratore

a rischi gravi, sia in termini di sicurezza che di responsabilità.


Il punto critico: la gestione operativa

La norma chiarisce quando intervenire, ma non entra nel dettaglio del come.

Ed è proprio qui che emergono le principali complessità:

  • tutela della privacy e dei dati sensibili
  • gestione della relazione con il lavoratore
  • eventuale riassegnazione temporanea a mansioni compatibili
  • corretta formalizzazione delle procedure

Un tema normativo… ma soprattutto umano

Al di là degli aspetti giuridici, queste situazioni richiedono equilibrio, competenza e sensibilità.

👉 È nella fase successiva all’intervento che si gioca la vera partita.

Ed è qui che il supporto di consulenti e legali diventa un elemento strategico per:

  • ridurre i rischi
  • tutelare tutte le parti coinvolte
  • trasformare una criticità in una gestione corretta e consapevole
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